Chi si ricorda di mamma Annamaria Clementi?

 

Il vino è un raffinato gioiello che solo le donne mature preferiscono unanimemente agli Strass scintillanti ammirati dalle ragazzine. (Muriel Barbery)

Il cancella di Ca' Del Bosco realizzato da Arnaldo Pomodoro Il cancella di Ca' Del Bosco realizzato da Arnaldo Pomodoro

Qualcuno, soprattutto tra i più giovani, potrebbe non ricordarne il nome, e allora rilancio: che vi dice il nome Maurizio Zanella? Ecco, ora dovrebbe essere tutto più chiaro... Stiamo parlando della cantina Ca' del Bosco, ovviamente!

Annamaria è qui perché è la mamma di una delle cantine più importanti d'italia: Ca' del Bosco.

 

La Storia della cantina Ca' del Bosco

Ca' del Bosco è la proprietà che acquistano Annamaria Clementi e il marito quando i figli sono ancora piccoli, come casa di campagna, negli anni '60. Un segno del destino a giudicare da quello che poi Maurizio, il figlio, ha creato.

Dove nasce l'amore di Maurizio per il vino e il progetto di avviarne la produzione proprio lì? A 17 anni partecipa a un viaggio a sfondo enologico in Francia. Un ragazzino in mezzo ai cantinari esperti, tutti molto più vecchi, tutti contrariati dai metodi francesi. "I vignaioli lombardi continuavano a criticare: c’erano delle vecchine che facevano gli innesti a mano e loro invece – dicevano – erano più furbi perché li compravano in vivaio e costavano meno; in Francia avevano questi vigneti con le piante fitte fitte (circa 10mila a ettaro), cosa che costringeva a una vendemmia fatta tutta a mano, mentre in Lombardia si raccoglieva l’uva con il trattore, vuoi mettere? Ecco, per tutto il viaggio sentii queste cose e, a un certo punto, mi si accese una lampadina" ha dichiarato in un intervista Maurizio.

"Io non capivo nulla di vino e ascoltavo, ma fui l’unico a chiedere di poter acquistare qualche bottiglia come souvenir. I signori della cantina mi dissero che avevano solo tre bottiglie da vendermi, e di seconda scelta: costavano, in termini attuali, circa 500 euro, e io in tasca avevo il corrispondente di oggi di 480 euro. Così mi rivolsi a uno dei miei compagni di viaggio per chiedere un prestito e poter comperare quelle bottiglie. Me li diede, senza sapere a cosa mi servissero, e una volta in pullman mi chiese spiegazioni. Tutti insorsero dandomi del pazzo e dicendomi che con qui soldi avrei comperato 300 delle loro bottiglie.". Fu proprio in quel momento che Maurizio decise di produrre i vini che oggi sono famosi in tutto il mondo, proprio a Ca' del Bosco!

 

Per fare il vino ci vuol la vite e... Una mamma

Ma che c'entra Annamaria, continuate a pensare? Ce lo dice il figlio Maurizio!

"Mia madre mi ha sempre protetto dall’ira funesta di mio padre, che spesso mi avrebbe voluto sotterrare! Per lui Ca’ del Bosco era un progetto folle. Annamaria è sempre stata la mamma che protegge il figlio viziato. Mi ha sempre sostenuto anche sul lavoro, anche quando mi sono messo in testa di far fare il cancello d’ingresso ad Arnaldo Pomodoro, oppure quando ho deciso di fare un libro chiamando fotografi famosissimi a fare degli scatti che raccontassero Ca’ del Bosco. La verità è che se non ci fosse stata mia mamma non ci sarebbe stata questa Ca’ del Bosco, sarebbe stata una cantina più concreta, più umile, sarebbe diventata una cosa più commerciale. Forse avremmo guadagnato di più, ma non saremmo andati verso queste “visioni”."

È stata lei a fare da collante, da ambasciatrice e da locomotiva a uno dei progetti più importanti dei nostri tempi, moglie e madre, nella migliore tradizione Italiana!

Ed è dedicata proprio ad Annamaria la bottiglia di bollicine più importante d'Italia: il Franciacorta Annamaria Clemente. Poi c'è lui: il Cuvée Prestige versione decennale (anche Magnum!). Bottiglie ammirate in tutto il mondo, da provare almeno una volta nella vita.

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