Qual è il Miglior Vino Rosso Marchigiano?

vino rossoChiedere ad un esperto di vini quale sarebbe il miglior vino rosso in assoluto è come chiedere a una madre di scegliere tra i propri figli. L’Italia tutta e ogni regione ha i suoi piccoli gioielli, alcuni famosi, altri rarissimi. Parlando delle Marche esiste un vino rosso che viene considerato il miglior prodotto di tutta la regione. Quale sarà il miglior prodotto vitivinicolo marchigiano in assoluto? Ebbene, molti sommelier ed esperti non hanno dubbi: il Rosso Piceno merita questo riconoscimento.

Un vino rosso che si abbina perfettamente ai piatti tipici del territorio marchigiano: più il vino è considerato maturo e armonico, più si abbina con piatti al tartufo, con le carni e soprattutto con la selvaggina. Una bevanda prodigiosa, tanto da riuscire a dare risalto a un pane rustico e a un formaggio stagionato senza coprirne il sapore caratteristico. Di seguito la storia, le caratteristiche e le curiosità su uno dei migliori vini rossi italiani.

 

La Storia del Miglior Vino Rosso Marchigiano

Per quanto riguarda la zona di produzione del miglior vino rosso marchigiano, essa ha una storia molto antica. La DOC Rosso Piceno è la prima nata nel territorio e il suo nome deriva dalla popolazione preromana dei Piceni. Successivamente, fu istituita dal Disciplinare nel 1968 e modificata in un’epoca successiva. Si tratta certamente di una DOC molto prestigiosa, ma solo in 13 comuni si raggiunge la perfezione assoluta: il privilegio di questa zona circoscritta nella provincia di Ascoli Piceno si produce uno dei vini rossi marchigiani di qualità superiore, denominato appunto Rosso Piceno Superiore.

Rosso Piceno DOC

Ma quali sono le caratteristiche di entrambi questi vini rossi? Essi sono dei blend di Montepulciano e Sangiovese, due vitigni comunemente coltivati nella zona marchigiana, e dosati secondo regole specifiche contenute nel Disciplinare di produzione. Per poter entrare nell’area di produzione di questo particolare vino rosso delle Marche, non devono essere situati in terreni con umidità eccessiva e devono avere una esposizione idonea: sono scartati, per esempio, i vitigni situati a fondovalle. La differenza principale tra il Rosso Piceno e il Rosso Piceno superiore è data dal periodo di affinamento dentro botti di legno, che conferisce alla bevanda un aroma e un gusto più intenso.

Entrambi i prodotti sono soliti maturare in bottiglie chiuse e prima di essere consumati vanno versati in un decanter o una caraffa tiepida, in modo da liberarlo dalle sostanze poco gradite. Gli esperti consigliano di servirlo con un calice molto sottile e molto ampio, rastremato verso l’estremità. Meglio riempire il calice con poco vino e servire la bevanda a una temperatura che oscilli tra i 18 e i 20 gradi per assaporarla al meglio.

 

La zona di produzione del Rosso Piceno DOC

Per mantenere le sue caratteristiche, il vino deve osservare delle regole di produzione. Si parte dall’uva: le uve destinate alla produzione del Rosso Piceno Doc devono essere state coltivate in una zona specifica della Regione che comprende le province di Macerata, Fermo, Ascoli Piceno e Ancona. Il confine settentrionale di tutta questa ampia area è il fiume Metauro, mentre il confine meridionale è il fiume Tronto: ad Occidente, come confine si avrà l'inizio della catena appenninica.

Il Rosso Piceno Superiore DOC

A differenza della zona di produzione del Rosso Piceno DOC, quella in cui si produce il Rosso Piceno Superiore DOC comprende solamente 13 comuni, come già detto in precedenza. Questo perché l’area è stata considerata, nel corso dei secoli, ad altissima vocazione viticola. Un’altra caratteristica propria del Rosso Piceno Superiore è quella dell’invecchiamento: questo vino rosso particolare deve essere invecchiato almeno un anno. Per tradizione secolare, la produzione non si può consumare prima del Primo Novembre dell’anno successivo a quello di produzione delle uve.

 

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