I riti del vino: dalla Santa Messa al Tirabouchon!

 

Credono che cerchiamo il Signore, ma noi cerchiamo solo un cavatappi! (Oliver Cromwell)

Storia e curiosità sul cavatappi Storia e curiosità sul cavatappi

 

Sono molti i riti legati al vino. Il primo pensiero a leggere queste parole è, per noi del mondo occidentale, quello della Santa Messa... Ma approfondiremo questo argomento più avanti!

Facciamo un passo indietro, o qualche centinaia di passi indietro: quanti e quali riti sono legati al vino?

Riti sacri e riti profani

Nell'antichità si usava il vino come dono propiziatorio: veniva versato per richiedere l'intercessione divina. Questo rito è conosciuto con il nome di Libagione. Il più famoso è sicuramente quello legato al dio Dioniso, divinità della flora, dell'ebbrezza... E del vino! Ma il rito della Libagione è testimoniato in molte culture: dallo Shintoismo Giapponese fino all'Ebraismo dell'Antico Testamento passando per gli Ittiti, i Greci e i Romani.

Versare del vino per benedire: è questo il gesto sopravvissuto per millenni e replicato in molte forme e vesti. Basti pensare al varo di una nave! Folco Quilici una volta ha raccontato di un incontro con un pescatore siciliano che gli disse: «tuo figlio lo battezzi, glielo dai un nome? La barca è la stessa cosa, è una creatura». La cerimonia è sopravvissuta fino ad oggi: una madrina infrange una bottiglia di vino contro la prua della nave e se la bottiglia non si infrange... Il cattivo presagio è preso molto seriamente!

Il cavatappi

Facciamo un'altro passo indietro: qual è il più basilare dei riti legati al vino? Stappare la bottiglia, ovviamente! La pratica più conosciuta, l'anima della festa, liberatoria e scanzonata è quella del botto: far scoppiare il tappo di uno spumante è certamente l'immagine simbolo del festeggiamento.

Ma aprire e servire correttamente una bottiglia di vino non è solo una questione di stile. Il rituale dell'apertura della bottiglia è una pratica che consente di presentare e apprezzare meglio un vino. Non è solamente una questione di stile o di formalità, significa prima di tutto assicurarsi che la bottiglia sia in perfetto stato e che le conseguenze di eventuali difetti non abbiano alterato o danneggiato il vino.

E per aprire una bottiglia nel migliore dei modi servono i giusti strumenti... Il giusto cavatappi! E il cavatappi è un oggetto piuttosto recente, in realtà. I primi esemplari risalgono al 1400 e nacquerò nelle armerie. Difatti, modelli simili al cavatappi classico erano utilizzati per la rimozione delle palle di piombo nei cannoni e della stoppa per la pulizia delle canne di fucili e pistole. Nel 1680 l’armeria inglese Messrs Holtzapffel di Charing Cross chiese la registrazione del brevetto, ma dobbiamo ringraziare il reverendo Samuel Henshall che riuscì ad ottenere il primo vero brevetto come “cavaturaccioli”.

I primi cavatappi erano vere opere d'arte, realizzati da artigiani su richiesta dei ricchi dell'epoca. Divenne uno strumento da sfoggiare: le signore lo indossavano come un gioiello e gli uomini lo inserivano nella catenelle dell'orologio o nel bastone da passeggio. Con il tempo il cavatappi divenne più pratico e diffuso, necessario per aprire il vino come stappare profumi, medicinali ed inchiostri, grazie al grande utilizzo del tappo in sughero.

E come ogni oggetto sacro, anche quello del cavatappi ha i suoi musei! I più famosi sono quello di Barolo (a proposito di Barolo!), quello di Villa Mazzucchelli e quello di Montecalvo Versiggia. Potrebbe essere il motivo che cercavi per fare qualche gita fuori porta!

Parlando di cavatappi: lo sai che con le bottiglie della cantina Castello Banfi ti regaliamo il cavatappi?

2 pensieri su “I riti del vino: dalla Santa Messa al Tirabouchon!”

Lascia un Commento
Top