Storia dei Vini Italiani: Un Viaggio di Sapori da Nord a Sud

storia vino italianoLa storia in un bicchiere: il vino è considerata una tra le più antiche bevande mai consumate dall’uomo, specialmente quello italiano che ha dietro una lunga storia di tradizione che va dal Nord al Sud. Le origini del vino in Italia sono talmente tanto antiche che sanno di leggenda e di fiaba, perché ogni territorio ha la sua. c'è chi pensa che la vite sia originaria da Adamo ed Eva, in quanto il Frutto Proibito poteva essere l’uva e non la mela, come consuetudine vuole. Altri ancora la collocano addirittura sull’Arca di Noè, vero inventore del vino e salvatore della vite dal Diluvio Universale.

La vera storia del vino italiano e dei sapori che si possono gustare da Nord a Sud è decisamente diversa. Non è una coincidenza che il nome antico dell’attuale territorio italiano era denominato Enotria tellus, terra del vino. Ogni italiano, nel momento in cui viene alla luce, diventa legittimo cittadino di Enotria ed è naturale amico del vino, ciò non corrisponde a un vizio ma a un’arte. Possiamo dire che ogni italiano ha il vino nel sangue e che ogni persona che visita il Belpaese possa fare un vero e proprio viaggio di sapori che racchiudono ogni caratteristica delle Regioni italiane di provenienza.

Storia dei Vini Italiani: l’Origine della Vite

La vite è sicuramente originaria delle Indie: probabilmente dal Terzo millennio a.C. si diffuse in Asia e poi nel Mediterraneo, specialmente nei territori dei futuri Nord, Centro e Sud Italia. Con l’abbandono della vita nomade e la nascita dell’agricoltura, fu la mezzaluna fertile tra i fiumi Tigri ed Eufrate che fece la prima rivoluzione della storia dell’umanità: si scoprirono i processi di fermentazione per poter produrre pane, formaggio e soprattutto il vino. Le bevande euforizzanti aiutavano i soldati nelle battaglie e a lasciarsi andare nelle feste. Anche in Egitto il vino era ben presente: nel corredo funebre di Tutankamon erano presenti delle anfore con vino in cui si riportava la zona di provenienza: si può affermare che il marchio DOC lo abbiano inventato gli Egizi. Da qui, la vinificazione si diffuse presso gli Ebrei, gli Arabi e i Greci (non a caso veneravano il Dio Dionisio).

 

Storia dei Vini italiani: la Viticoltura in Italia

In Italia e precisamente in Sicilia e in Calabria, la vite iniziava a conquistare il Mediterraneo e l’Europa, dapprima diffondendosi presso le popolazioni Sabini ed Etruschi: grazie a loro, la coltivazione dell’uva si diffuse nell’attuale Campania e nella Pianura Padana. Con la conquista della Grecia da parte dei Romani, la futura Italia e l’impero romano tutto divenne una vasta zona vinicola, tanto che si venerava il Dio Bacco.

Il vino contribuì alla nascita dell’Impero Romano in quanto attribuivano alla bevanda proprietà battericide e ogni soldato ne aveva un po’ da consumare durante le campagne per la conquista e la difesa del territorio: si racconta che l’imperatore Cesare ordinò di distribuirlo a soldati, mercenari e legionari per debellare una malattia che seminava morte tra le sue armate. Il Cristianesimo e il declino dell’Impero Romano segnarono una battuta d’arresto per questa bevanda, accusata di portare ebbrezza. L’Islam nel Mediterraneo segnò la messa al bando della viticoltura e del consumo del vino in tutti i territori occupati, ma grazie ai monaci rinchiusi nei monasteri e le comunità ebraiche, i quali praticavano liberamente la viticoltura e la vinificazione per poter usare il prezioso liquido nei riti religiosi. Grazie a loro, possiamo gustare ancora questa ottima bevanda e abbinarla ai piatti. Il lato positivo è che si affinarono le tecniche di vinificazione che si rivelarono molto utili durante il Rinascimento e il rifiorire della viticoltura, tanto che vennero fondate famose case vinicole esistenti ancora oggi.

 

Storia dei Vini Italiani tra Modernità, Innovazione e Tradizione

La decadenza de I Medici e la dominazione asburgica e spagnola causarono l’arresto della produzione vitivinicola italiana, per poi ripartire per un breve periodo. Dalla seconda metà dell’Ottocento si ha una nuova battuta di arresto, dovuta ai danni causati dalla filossera e ai due conflitti mondiali al suolo cantine e vigneti. I primi segnali di ripresa per il vino italiano si ebbero solo nel 1970, con nuove tecniche e nuove attrezzature: intanto, le viti si coltivano da sole e non insieme ad alberi da frutto e ulivi, e nelle cantine si controlla la temperatura, importantissima per la fermentazione. I vini della Toscana, dagli Anni 60 ai giorni nostri, sono l’apripista per l’innovazione, seguita dai prodotti vinicoli del Friuli, del Piemonte e dagli antichi vini di Calabria e Sicilia.

 

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