Vini Bianchi Frizzanti o Spumanti? Analogie e Differenze

vini frizzanti spumantiQuale sarà la differenza tra un vino spumante e un vino frizzante? A parte qualche rara eccezione, si può affermare con certezza che questa sorta di classificazione è propria dei vini bianchi. Le cosiddette “bollicine” fanno sempre piacere, in quanto indica un evento o una ricorrenza da festeggiare. Il clima festoso e l’ottima compagnia spesso non fanno pensare al momento in cui ci si trova di fronte a un vino frizzante o a un vino spumante, perché per chi non è un grandissimo esperto di vini, sicuramente non distinguerà uno spumante da uno frizzante. In fondo, le bollicine sono presenti in entrambi i prodotti. Quale sarà la differenza tra i due vini? Vediamola nel dettaglio.

Vini Bianchi Frizzanti o Spumanti, le Analogie

I vini bianchi frizzanti e i vini spumanti sono molto simili, ma in realtà sono diversi per i metodi di preparazione, conservazione e modalità di consumazione. Per quanto riguarda le analogie tra i due prodotti, entrambi sono adatti per le feste e per accompagnare diverse pietanze. Questo perché è presente l’anidride carbonica, la principale responsabile delle cosiddette bollicine e della sensazione gradevole di frizzante al palato, conferendo al prodotto una sensazione di freschezza. Se ci si fa caso, il modo migliore per gustare le bollicine è quello di raffreddare la bevanda: le basse temperature, rispetto alla temperatura ambiente, rendono il gusto molto più gradevole. Anche se per gli esperti sarà un vero e proprio colpo al cuore, chi assaggia un vino spumante e un vino frizzante non capisce molto la differenza tra i due.

 

Il Vino Frizzante

I vini frizzanti sono molto più graditi dei vini spumanti, perché risultano più giovani e più freschi. Essi possono avere altri nomi: quello più comune è vino da tavola e di solito hanno un titolo alcolometrico non inferiore a 7 gradi e uno complessivo di 9 gradi. Sono normalmente conservati a temperatura ambiente, o a una temperatura massima di 20 gradi in dei recipienti chiusi con una capacità di 3 litri, per permettere una sovra pressione ideale. E’ questa una delle principali differenze tra lo spumante e il frizzante: il vino frizzante inoltre viene imbottigliato in bottiglie meno spesse e il tappo risulta meno solido. Tutte caratteristiche non date al caso, bensì a una modalità precisa di conservazione. Inoltre, i vini frizzanti possono anche essere dei vini rossi. Un esempio lampante è il Lambrusco, vero vanto dell’Italia in questa categoria, in quanto uno dei migliori vini da tavola del Belpaese.

 

Il Vino Spumante

A differenza dei vini frizzanti, i vini chiamati spumanti sono il risultato della manipolazione di un vino già pronto. La base viene quindi miscelata con un preciso quantitativo di zucchero e lievito e sottoposta a fermentazione. Il risultato è la produzione di anidride carbonica che verrà trattenuta nella bevanda. Per alcuni, segue una seconda fermentazione che avviene dal momento dell’imbottigliamento, molto simile al procedimento per lo champagne. Il risultato è ottenere le cosiddette bollicine: la bottiglia inoltre è dotata di un tappo a forma di fungo, con un ancoraggio grazie alla tipica “gabbia metallica”. Se il gusto tra un frizzante e uno spumante può risultare simile, è bene sapere che i vini spumanti hanno una sorta di sotto classificazione in base al residuo di zucchero.

Si definisce Brut se la bevanda ha un residuo di 15 gr/l; Extra Brut se il residuo oscilla tra i 15 e i 20 gr/l; Secco se ha tra i 20 e i 35 gr/l; il Semi-Secco ha un residuo tra i 35 e i 50 gr/l e infine il Dolce, che ha residui di zucchero superiori ai 50 gr/l. Non sempre il vino spumante viene fatto fermentare in bottiglia, bensì in botti grosse che poi verranno pressurizzate per procedere all’imbottigliamento. L’aroma tipico dello spumante? Frutti bianchi e gialli, con note melate e agrumate: si sentono meglio se si serve la bevanda a una temperatura tra i 5 e i 7 gradi in un calice flute, per risaltarne la frizzantezza.

 

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