Il vino che rischiava l'estinzione: una speranza o la natura è condannata? La storia della famiglia Perusini e del Picolit

Averle perse tutte, le speranze, gli dette la stessa pace che averle tutte intatte. (Riccardo Bacchelli)

La storia del Picolit e della famiglia Perusini che l'ha salvato La storia del Picolit e della famiglia Perusini che l'ha salvato

L'Unione Mondiale della Conservazione ha inserito 12.257 specie animali e vegetali tra quelle minacciate di estinzione. All’interno di questo elenco vi sono 6.774 piante e 5.483 animali.

La vite come sta? Ad oggi lo status della vite è di minima preoccupazione ma in passato non se la passava bene.

Nella prima metà dell’800 circa l’80% delle viti d’Europa vennero distrutte da un parassita d’importazione: la fillossera. Questo terribile insetto venne trasportato tramite barbatelle di vite americana e si diffuse a macchia d’olio per tutto il continente, minacciando la sopravvivenza della nostra stessa vite. Per fermare l'epidemia e scongiurare l'estinzione vennere innestate piante di vite europea su radici di vite americana, che nel frattempo aveva sviluppato una difesa genetica al parassita.

Dunque oggi la vite europea non è la stessa dell'800... A parte qualche eccezione.

Sulla radice americana viene innestata la pianta europea ( con le sue caratteristiche di tipicità e qualità) ed in cambio la radice conferisce a tutta la pianta la resistenza alla fillossera.

Ad esempio il vitigno Fortana è uno dei pochi che non ebbe bisogno dell'innesto americano e rimane così uno dei pochi "originali"!

Ma un'altra storia di rischio estinzione ha attirato la mia curiosità: quella del vino Picolit e della famiglia Perusini.

Il Picolit salvato dalla morte

Lo abbiamo accennato raccontando la storia di Luigi Veronelli: chi sono i Perusini e cos'è questo Picolit?

Nell'800 il Picolit era un vino conosciuto e ricercato in tutta europa. Ma il suo delico stava per iniziare: il vitigno infatti era soggetto a varie malattie, tra cui l'aborto floreale (caduta sistematica dei fiori) che ne comprometteva la produzione. A quei tempi la produzione dell'uva e del vino era un rischio commerciale: l'uva si vendeva "un tanto al grado" e il guadagno era spesso molto basso. In quel clima di incertezza

Il Picolit sembrava destinato ad estinguersi quando la famiglia Perusini decise di riprenderne la produzione. Nonno Giacomo fu il primo a riprendere la selezione dei vitigni, e il suo lavoro continuò con la moglie Giuseppina. Fu lei, grazie alle spiccate doti imprenditoriali, a riportare alla ribalta il Picolit nel mondo. Luigi Veronelli, nella sua ricerca, incontrò Giuseppina e la magia era fatta! Giuseppina lo accolse con le parole "Lo beva, non le ricapiterà mai più". Da quel giorno Veronelli cominciò una dura battaglia per salvare il Picolit dall’estinzione .

Non è più la famiglia Perusini al timone dell’azienda. Dopo la morte della Contessa e di suo figlio Gaetano,l’azienda è passata nelle mani dell’Ordine dei Cavalieri di Malta ed in quelle dell'enologo Marco Monchiero.

Ricordiamo di non dare mai per scontate le meraviglie della natura: se vogliamo che resistano, dobbiamo prendercene cura... A chi è venuta voglia di una bottiglia di Picolit? Adesso non è disponibile ma potrebbe tornare molto presto... Dipende da te!

Lascia un Commento
Top