"Il vino fa schifo!": Gualtiero Marchesi aveva ragione?

 

Io sono più un bevitore di cognac, sono troppo impaziente per amare il vino. Se devo ubriacarmi non ci voglio mettere tutta la sera. (Max Skinner, Un'ottima annata)

Gualtiero Marchesi: "Il vino fa schifo!" Gualtiero Marchesi: "Il vino fa schifo!"

 

«Che devo fare, il vino mi fa schifo», così parlò Gualtiero Marchesi, maestro della cucina mondiale, in un'intervista del 2016. Prima di imbracciare la tastiera e sparare commenti al veleno, prima di organizzare marce e proteste nelle strade, prima di andare a cercare la sua tomba per profanarla... Ricordiamo chi è stato Gualtiero Marchesi, così, per creare un po' di contesto e raffreddare i bollenti spiriti!

Gualtieri Marchesi, il maestro dei maestri

Lo Chef Marchesi è scomparso da pochi giorni e si è subito scatenata la gara delle lodi e degli attestati di stima: Antonino Cannavacciuolo, Iginio Massari, Davide Oldani e tanti altri. Ma non è sempre stato così. Nato a cavallo fra le due Grandi Guerre nel pavese, figlio di ristoratori, si è formato nelle scuole e nelle cucine di Svizzera e Francia, prima di tornare in Italia e aprire il suo primo ristorante. Prima stella Michelin nel 1978, primo in Italia a ricevere le tre stelle nel 1986. Il primo a pensare la cucina come un'arte, alla pari di pittura, musica, scultura e poesia.

E poi il primo a mettere in discussione l'autorità della Guida Michelin, rifiutando le stelle: « [...] Quando, in giugno, polemizzai con la Michelin lo feci per dare un esempio; per mettere in guardia i giovani, affinché capiscano che la passione per la cucina non può essere subordinata ai voti. So per certo, invece, che molti di loro si sacrificano e lavorano astrattamente per avere una stella. Non è né sano, né giusto ». E ancora, impegnato nella diffusione delle pratiche di antisoffocamento a tavola, tanto da essere premiato dall'associazione Le Donne del Vino (a proposito, parleremo di loro la prossima settimana!) come personaggio dell'anno 2017. Sono solo alcune delle storie che potremmo raccontare sul Marchesi uomo e chef.

E del vino che dice Gualtiero?

Nell'intervista incriminata Marchesi confessa di non bere alcolici da quasi vent'anni e continua sul vino: «Tutti parlano del vino, e nessuno s'interessa al piatto. A Erbusco non facevo uscire le pietanze finché i camerieri non avevano fatto sparire i bicchieri. Al limite, permettevo di servirlo in modo che non disturbasse, tra una portata e l'altra».

Marchesi non le ha mai mandate a dire, anzi! Uomo dalle opinioni forti, senza peli sulla lingua, ha sempre avuto le parole giuste sia per i massimi sistemi sia per le piccolezze della vita. Qualcuna delle sue uscite più celebri, in ordine sparso:

  • «Alla festa per i miei ottant’anni ho mangiato da Cracco. Come ho mangiato? Non mi ricordo»
  • «Posso dirla brutalmente? Guardando Masterchef s’imparano le cagate. Non si cerca l’essenza, la qualità, la materia. Bisogna esaltare la materia, non se stessi»
  • «I clienti peggiori sono gli ignoranti. Dice Toulouse Lautrec che la cucina non è destinata agli incivili, ai rozzi e ai filistei»

Forse sul vino, tutto sommato, Marchesi è stato gentile!

Linciaggio per Marchesi: sì o no?

Dipende. Siamo disposti insieme a lui a prendercela con la maggior parte degli chef del mondo moderno? Perché la verità è che... Tutti gli chef odiano il vino!

«[...] Per un ristoratore il vino rappresenta una palla al piede, un capitale fermo amministrato dall’unica figura professionale di cui il patron di un ristorante farebbe volentieri a meno: il sommelier», riassume Antonio Tomacelli dopo l'intervista allo chef Marchesi.

Dunque che fare? Accettare passivamente che gli chef non ci capiscono, insorgere e piegarli al nostro volere in una sorta di purga staliniana o inventarci un mondo nuovo, dove il vino acquista la sua indipendenza? Perché non farlo diventare una portata a se stante all'interno del pasto?

Il vino protagonista e il vino che accompagna: due approcci, due stili, due opportunità. Tu cosa ne pensi?

... E Gualtiero? Il Maestro non era un mostro e neppure un santo e, considerato ciò che ha fatto nella vita, direi che qualche parola di troppo gliela possiamo perdonare! E forse possiamo berci un bicchiere, alla sua memoria, con un brindisi a distanza: il brindisi più grande per lo chef più grande.

Io stappo una bottiglia di Ruit Hora Bolgheri 2014 della cantina Caccia al Piano alla sua memoria. E tu? Fammelo sapere qui sotto, nei commenti!

Un pensiero su “"Il vino fa schifo!": Gualtiero Marchesi aveva ragione?”

Lascia un Commento
Top