Colledilà

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Il Chianti Gran Selezione “Colledilà” di Barone Ricasoli  è un cru presente all’interno dei registri catastali di proprietà della famiglia Ricasoli da diversi secoli; si tratta di un vigneto situato a circa 380 metri sul livello del mare, caratterizzato da un suolo molto calcareo, in grado di dare vita a un Chianti Classico Gran Selezione DOCG dove emerge tutta la bellezza del sangiovese. Le uve fermentano e macerano per circa 16-18 giorni alla temperatura di 24-27 °C, per poi affinare in barrique e tonneau per 21 mesi. Alla vista si presenta con un colore rosso rubino con riflessi granata. I profumi al naso sono generosi e netti, e richiamano note di frutti di bosco, erbe aromatiche, pelle, liquirizia e note mentolate. Al palato è ricco e avvolgente, decisamente in equilibrio. Chiude con un finale lungo.

CantinaBarone Ricasoli
DenominazioneChianti Classico DOCG
TipoRosso
OrigineToscana
Anno2016
AffinamentoBotti Di Rovere
Grado alcolico14,5%
Formato0,75
AbbinamentiAntipasti Di Carne, Cacciagione, Formaggi
AromiAromi Floreali, Note Fruttate
VitignoSangiovese 100%
Temperatura di servizio16-18°
Cantina: Barone Ricasoli

Storia, tradizione e prestigio: ecco le parole che potrebbero riassumere lo sviluppo dell’azienda Barone Ricasoli, realtà che, secondo la prestigiosa rivista americana “Family Business”, testata che si occupa di analizzare le imprese a conduzione famigliare, è una fra le cantine più antiche del mondo, senza dubbio la prima all’interno del panorama del vino italiano. Il nome dei Ricasoli è infatti legato al mondo della viticoltura sin dal lontano 1141, anno in cui il Castello di Brolio, situato a Gaiole in Chianti, divenne di proprietà della famiglia. Col passare dei secoli, già all’inizio del ‘600 si hanno testimonianze delle esportazioni effettuate verso Olanda e Inghilterra, mentre agli inizi del ‘900 le bottiglie iniziarono i primi viaggi verso Cina, Sudafrica, Costa Rica e Afriche Britanniche. La storia dell’azienda è indissolubilmente legata a un personaggio in particolare, creatore di uno dei prodotti della Toscana che oggi riscuote più successo in tutto il mondo, il Chianti: si tratta del Barone Bettino Ricasoli, che, intorno al 1830, iniziò le sperimentazioni di un vino che, nella sua mente, doveva essere in grado di reggere il confronto con i grandi cugini francesi. Dopo circa 30 anni di tentativi, Bettino identificò la formula “magica” che diede vita al Chianti, evidenziando il ruolo fondamentale dell’uva sangiovese abbinata ad altri vitigni autoctoni a bacca rossa, come canaiolo e malvasia. Oggi l’azienda, guidata da Francesco Ricasoli, pronipote di Bettino, è la più grande del terroir del Chianti Classico, con circa 1200 ettari di proprietà di cui 235 sono coltivati con diverse tipologie di vitigni, sia autoctoni che internazionali. Ogni anno la produzione si attesta intorno ai 2 milioni di bottiglie, dove il sangiovese recita una parte fondamentale in quasi tutte le etichette, affiancato a volte da cabernet sauvignon, petit verdot, cabernet franc e merlot, per realizzare prodotti unici e identitari, che rappresentano nel mondo la storia del vero vino italiano di qualità.

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