Sassoalloro

Sassoalloro 2012

8486

Biondi Santi

Toscana, Rosso


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Da Jacopo Biondi Santi nasce il Sassoalloro, ponte tra passato e futuro, capostipite innovativo e vigoroso di una nuova interpretazione del SangioveseClassificazione: Toscana Indicazione Geografica Tipica. Esposizione dei vigneti: Ovest, Sud - Ovest Altitudine: tra i 300 ed i 450 m s.l.m. Composizione del terreno: galestro a larga tessitura Vendemmia: fine Settembre. Affinamento: 14 mesi in barriques di legni non tostati delle foreste di Troncais. Colore: rubino brillante tendente al violetto. Profumo: fresco, fruttato, intenso con sentori di mammola. Sapore: morbido,vellutato ed elegante, estremamente lungo, ma "pronto". Longevità del vino: dai 15 ai 20 anni
CantinaBiondi Santi
DenominazioneToscana I.G.T.
TipoRosso
OrigineToscana
Anno2012
AffinamentoBarriques
Grado alcolico13,5%
FormatoNo
AbbinamentiArrosti, Pesce
AromiCioccolato, Erbe Aromatiche
VitignoSangiovese 100%
Temperatura di servizio18
Cantina: Biondi Santi

La cantina Biondi Santi è universalmente riconosciuta come gioiello della Toscana e, soprattutto, come inventrice del nostro attuale Brunello. La storia vitivinicola della famiglia inizia con Clemente Santi che durante la metà del 1800 decide di staccarsi dalla sua originaria professione, il farmacista, e dedicarsi all’agricoltura. Questa scelta fu l’inizio di una felice storia che tutt’ora è raccontata dai discendenti della famiglia Santi con grande onore. Clemente Santi ebbe l’intuizione di applicare all’agricoltura i principi chimici e scientifici che aveva appreso durante il suo percorso di studi: perfezionò sempre di più le tecniche agricole e le successive tecniche di vinificazione, fino a creare quello che tutt’ora è uno dei vini italiani più conosciuti ed apprezzati in tutto il mondo. Clemente Santi è infatti l’inventore del Brunello e questa grande invenzione gli è valsa anche la vittoria all’Esposizione Universale di Parigi del 1867: ai tempi non si chiamava Brunello ma Vino rosso scelto; l’annata vincente fu quella del 1865. Il nome della cantina Biondi Santi si deve al nipote di Clemente, Ferruccio, che ereditando dal nonno la grande passione per i vini decide di unire i due cognomi. Anche le generazioni successive portano avanti la tradizione di famiglia ed ognuno di loro mette nella cantina Biondi Santi tutta la loro passione e la loro innovazione. Uno dei più ricordati e compianti è Franco Biondi Santi che ha portato a 25 gli attuali ettari vitati della famiglia. Ora l’azienda agricola Biondi Santi è nelle mani di Jacopo Biondi Santi.



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